WhatsApp si rinnova: dal trucco per liberare memoria alle nuove chat per gli ospiti

Il “cestino segreto” per recuperare spazio

Molto spesso ci dimentichiamo di quanto spazio occupino i dati archiviati da WhatsApp sui nostri smartphone. Foto, video e documenti si salvano in automatico nella galleria e nelle cartelle dell’applicazione, arrivando a pesare decine di gigabyte e saturando la memoria del dispositivo senza che l’utente se ne accorga minimamente. Per fare pulizia in modo mirato, esiste un metodo rapido accessibile direttamente dall’applicazione. Entrando nelle impostazioni, basta selezionare la voce “Spazio e dati” e premere subito dopo su “Gestisci spazio”. Da qui si ottiene una panoramica dettagliata di tutti i file divisi per singola chat, pronti per essere eliminati con pochi tocchi. Bisogna però muoversi con cautela, dato che i contenuti cancellati in questo modo non potranno in alcun modo essere recuperati.

Esplorazione profonda su Android

Chi utilizza uno smartphone con sistema operativo Android ha a disposizione un’ulteriore opzione esplorando le cartelle interne del telefono. Seguendo il percorso specifico, ovvero Android > media > com.whatsapp > WhatsApp > Media, si accede a un archivio completo che custodisce immagini, filmati, note audio e documenti. La particolarità di questa cartella è che contiene persino gli elementi che credevamo di aver già rimosso dalle conversazioni. In questa sezione si può fare una cernita chirurgica, scegliendo individualmente cosa conservare e cosa cancellare. Anche quest’operazione, come la precedente, è del tutto irreversibile.

Arrivano le conversazioni per chi non ha un account

Oltre a offrire strumenti per ottimizzare la memoria locale, la piattaforma sta per introdurre cambiamenti radicali nel modo in cui comunichiamo con l’esterno. Secondo quanto riportato dal portale specializzato WABetaInfo, alcuni tester su iOS TestFlight e sulla versione web stanno iniziando a sperimentare le cosiddette “chat per gli ospiti”. Questa novità, avvistata per la prima volta su Android lo scorso agosto, consente agli utenti di avviare dialoghi con persone che non possiedono un account WhatsApp. Il funzionamento è sorprendentemente semplice: si genera un link di invito dall’apposita sezione e lo si condivide via SMS o attraverso altre applicazioni. Quando il destinatario apre il collegamento, viene indirizzato a una sessione protetta ospitata direttamente su WhatsApp Web.

Sicurezza garantita e meccaniche di accesso

La privacy rimane un punto fermo anche in questa modalità inedita. Nel momento in cui l’utente sceglie di continuare come ospite, il sistema di WhatsApp Web genera un identificatore univoco necessario per creare la chiave di crittografia. Questo passaggio tecnico assicura che anche le chat per gli ospiti godano della protezione end-to-end. L’azienda, di fatto, non ha alcun modo di leggere i messaggi, lasciando il contenuto visibile esclusivamente ai partecipanti della conversazione. Per avviare il dialogo vero e proprio, il pallino passa all’ospite. Quest’ultimo deve aprire il link, accettare i termini di servizio imposti dalla piattaforma, digitare il proprio nome e mandare il primo messaggio. È essenziale tenere a mente che chiunque entri in possesso del codice di invito può potenzialmente inserirsi nella chat.

Regole e limitazioni della nuova funzione

Per garantire la massima trasparenza, l’applicazione aggiunge automaticamente l’etichetta “(Ospite)” accanto al nome dell’utente esterno, accompagnata dall’avviso “Non registrato su WhatsApp”. Naturalmente gli ospiti hanno sempre la possibilità di creare un profilo permanente. Dietro questa mossa c’è chiaramente la volontà di spingere verso nuove iscrizioni, puntando a espandersi in mercati complessi come quello statunitense, dove l’app fatica storicamente a imporsi rispetto ad altri concorrenti. Essendo una funzione ancora in via di sviluppo, le limitazioni attuali sono parecchie. Non si possono creare gruppi, inviare messaggi vocali o allegati, usare sticker e GIF, né tantomeno avviare chiamate audio o video. A questo si aggiunge una scadenza temporale rigorosa, visto che i server chiudono definitivamente queste stanze virtuali dopo dieci giorni di inattività. Al momento l’aggiornamento è in mano a una cerchia ristretta di beta tester su tutte le piattaforme e manca ancora una tabella di marcia ufficiale per il rilascio al grande pubblico.

Telecom Italia infiamma i mercati: volumi anomali e rally tecnico nella seduta di metà marzo

WhatsApp: tra il black-out improvviso e la rivoluzione degli account per gli under 13